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La bonifica serbatoi con modalità “No Man Entry” (NME) rappresenta la soluzione all’avanguardia per la pulizia di cisterne (carburante, acqua, industriali) che elimina la necessità di ingresso umano, garantendo massima sicurezza e conformità normativa.
La prima fase di un intervento NME prevede un lavaggio approfondito automatizzato, spesso eseguito con sistemi robotizzati o testine rotanti ad alta pressione (jet wash), ideale per rimuovere morchie e residui senza l’operatore all’interno.

Fase 1: Lavaggio Approfondito e Rimozione Residui (No Man Entry)
Apertura e Messa in Sicurezza: Si accede al serbatoio dal passo d’uomo superiore, spesso senza rimuovere la flangia completa grazie a tecnologie compatte.

Aspirazione iniziale: Un’unità autospurgo rimuove il prodotto residuo liquido o solido (sludge).

Lavaggio Alta Pressione: Robot calamitati o testine lavanti (orbitali/3D) vengono calate all’interno. Queste spruzzano acqua o soluzioni detergenti ad alta pressione sulle pareti interne, soffitto e fondo, garantendo la rimozione di incrostazioni.

Sanificazione e Risultati
Rimozione e Igienizzazione: La combinazione di alta pressione e, se necessario, detergenti specifici, elimina batteri, muffe e residui oleosi, sanificando le pareti.

Monitoraggio: Le operazioni sono monitorate da telecamere montate sui robot, garantendo un’ispezione visiva in tempo reale e finale della qualità del lavaggio.
“No Man Entry” (NME)
Certificazione: Al termine del ciclo, che può durare pochi minuti o ore a seconda della tecnologia utilizzata (es. sistema a due gesti o robot avanzati), si procede alla certificazione “Gas-Free” senza che nessuno sia mai entrato nella cisterna.
“No Man Entry” (NME)
Questa tecnica riduce i tempi di inattività dell’impianto, azzera i rischi per la salute degli operatori legati a spazi confinati e ottimizza il recupero dei residui

Cosa sono i serbatoi e le cisterne
Le cisterne e i serbatoi sono contenitori progettati per immagazzinare fluidi (liquidi) in sicurezza. Nello specifico, con cisterna si indica solitamente un grande serbatoio, tipicamente destinato a carburanti o altri liquidi, che può essere interrato sotto terra oppure installato fuori terra. Il termine serbatoio, invece, è utilizzato in modo generico e comprende qualunque recipiente per la conservazione di fluidi: dai piccoli serbatoi di carburante (ad esempio per impianti di riscaldamento per abitazioni) fino alle grandi cisterne industriali. Entrambi i termini vengono comunemente usati come sinonimi, motivo per cui in questo articolo li considereremo equivalenti.

Esempi comuni di serbatoi che necessitano bonifiche regolare sono:”No Man Entry” (NME)

i serbatoi per carburante, utilizzati per lo stoccaggio di benzina, gasolio o altri carburanti per veicoli o macchinari;
i serbatoi per liquidi alimentari, utilizzati nell’industria alimentare per lo stoccaggio di vino, olio, latte, birra e altri prodotti;
i serbatoi per prodotti chimici, utilizzati per lo stoccaggio di sostanze chimiche in ambito industriale.
È evidente che la presenza delle sostanze citate comporta rischi significativi: eventuali perdite o fuoriuscite potrebbero contaminare il terreno e le falde acquifere circostanti, oltre a creare pericoli di incendio, esplosione o, nei casi più gravi, ferimento (o morte) degli operatori. Inoltre, i sedimenti, i fanghi e i residui che si accumulano all’interno del serbatoio possono favorire la corrosione delle pareti e ridurre l’efficienza del contenitore.

Per tutti questi motivi, quando si parla di serbatoi e cisterne è indispensabile prevedere interventi regolari di bonifica e pulizia per garantirne l’integrità e la sicurezza.

L’importanza della bonifica di cisterne e serbatoi”No Man Entry” (NME)
La bonifica dei serbatoi e delle cisterne riveste un ruolo cruciale sia per la tutela ambientale che per la sicurezza delle persone. Vediamo i principali motivi per cui la bonifica cisterne combustibili e serbatoi di carburante è così importante:

prevenzione dell’inquinamento ambientale: i residui di sostanze nocive e le correnti vaganti presenti nel sottosuolo possono, nel tempo, corroderne le pareti e provocare perdite. A sua volta, una perdita da un serbatoio interrato può contaminare il suolo circostante e persino raggiungere le acque sotterranee, con gravi danni. La bonifica periodica consente di rimuovere questi residui prima che causino qualsivoglia problema;

protezione della salute e maggiore sicurezza pubblica: i liquidi stoccati nei serbatoi sono spesso tossici o infiammabili. Bonificare un serbatoio significa eliminare vapori nocivi e materiali pericolosi, riducendo il rischio di incendi, esplosioni o esposizione a sostanze cancerogene. Questo tutela sia gli operatori che lavorano intorno ai serbatoi sia la popolazione in generale;

sicurezza dei lavoratori e dei siti industriali: svolgere lavori all’interno di una cisterna è un’attività estremamente pericolosa a causa degli spazi confinati e della presenza di vapori tossici. La bonifica preventiva, effettuata da personale esperto, garantisce che tutte le operazioni successive possano avvenire in sicurezza;

conformità alle normative vigenti: la legge impone stringenti regole sulla gestione dei serbatoi contenenti sostanze pericolose. Ignorare la necessità di bonifica può portare a sanzioni amministrative e penali.

Come si svolge la bonifica”No Man Entry” (NME)
Ma come avviene concretamente la bonifica di un serbatoio interrato? Si tratta di un processo articolato in più fasi, che deve essere svolto seguendo precisi protocolli di sicurezza; queste sono, nello specifico:
messa in sicurezza iniziale: per prima cosa si mette in sicurezza l’area di lavoro, individuando e aprendo con cautela il passo d’uomo (l’apertura di accesso al serbatoio). L’operazione deve avvenire lentamente ed essere accompagnata dall’utilizzo di strumenti antiscintilla, così da prevenire la dispersione improvvisa di vapori nocivi e garantire condizioni sicure prima di introdurre qualsiasi attrezzatura;
svuotamento e aspirazione dei residui: una volta aperto il serbatoio in sicurezza, si procede a rimuovere tutto il contenuto residuo. Eventuali liquidi rimasti sul fondo (combustibile inutilizzabile, acqua di condensa, fanghi) vengono aspirati con potenti pompe o con automezzi spurgo dotati di sistemi di aspirazione ad alta efficienza;
lavaggio interno ad alta pressione: dopo lo svuotamento, l’interno della cisterna viene pulito accuratamente. Si eseguono lavaggi ad alta pressione con acqua e detergenti specifici compatibili con il tipo di sostanza contenuta. Contestualmente, si può ricorrere a spatole o raschiatori (anche robotizzati) per garantire una pulizia meccanica laddove necessario: l’obiettivo è rimuovere ogni traccia di residuo e incrostazione, riportando il serbatoio a condizioni quasi “a nuovo”;
ispezione e controlli finali: al termine del lavaggio, la cisterna viene ispezionata internamente. Gli operatori (se possono entrare in sicurezza, altrimenti si usano videocamere o droni/robot) verificano visivamente che non vi siano residui e che le pareti del serbatoio siano integre. Si controllano eventuali segni di danni strutturali o corrosione e, se il serbatoio deve restare in uso, si effettua una prova di tenuta strutturale;
trasporto e smaltimento dei residui: ultima parte fondamentale della bonifica è la gestione ecologica dei rifiuti raccolti; questi vengono trasportati tramite mezzi autorizzati presso impianti di smaltimento specializzati. Al termine di tutte le operazioni, la ditta esecutrice rilascia la certificazione di avvenuta bonifica, accompagnata spesso dal certificato di gas-free e da un rapporto dettagliato degli interventi eseguiti.
La normativa sulla bonifica di cisterne e serbatoi “No Man Entry” (NME)
In Italia la bonifica di serbatoi e cisterne è soggetta a una serie di norme ambientali e di sicurezza che stabiliscono come vanno progettati, gestiti e infine bonificati questi impianti.

La legislazione principale in materia ambientale è il Decreto Legislativo 152/2006 (noto anche come Testo Unico Ambientale), che dedica il Titolo V alla bonifica dei siti contaminati e disciplina anche gli interventi su serbatoi contenenti sostanze pericolose. Il decreto stabilisce che la bonifica di una cisterna o di un serbatoio deve essere effettuata seguendo specifiche procedure a seconda della tipologia del serbatoio (interrato o fuori terra, parete singola o doppia) e della natura dei materiali contenuti (carburanti, sostanze chimiche, ecc.). Allo stesso tempo, la normativa ambientale impone che ogni fase significativa relativa alla vita del serbatoio, dall’installazione alla dismissione, sia comunicata alle autorità competenti.

Altro aspetto fondamentale previsto dalla legge è la corretta gestione dei rifiuti derivanti dalla bonifica: i rifiuti speciali derivanti dalla bonifica devono essere smaltiti secondo la normativa vigente; eventuali mancanze (o, peggio, l’abbandono di questi residui nell’ambiente) costituiscono reato.

Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, la bonifica di cisterne rientra nelle attività in spazi confinati e come tale è regolata dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza) e dal D.P.R. 177/2011, che richiedono requisiti rigorosi per le imprese che vi operano. È obbligatorio impiegare personale formato e dotato dei DPI necessari (dispositivi di protezione individuale), strumenti certificati ATEX per ambienti con pericolo di esplosione, procedure di emergenza, e altro. Il non rispetto di queste norme può avere conseguenze gravissime: basti pensare che una percentuale elevata di incidenti mortali sul lavoro avviene proprio in spazi confinati non adeguatamente bonificati.

Un’altra componente normativa riguarda il post-bonifica: al termine dei lavori, come già accennato, devono essere rilasciate la certificazioni relative agli interventi svolti. “No Man Entry” (NME)