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NO MAN ENTRY

Tecnologie robotiche no-man entry:

La UNI/PdR 177:2025, intitolata “Manutenzione e aspirazione materiali a basso impatto ambientale in spazi confinati e a rischio esplosione – Tecnologie robotiche no-man entry”, pubblicata il 5 agosto scorso, definisce l’utilizzo di tecnologie robotiche comandate da remoto per eseguire interventi di manutenzione in ambienti confinati o in aree con rischio di esplosione.

Le operazioni di manutenzione, sia programmate che d’emergenza, rappresentano un elemento essenziale per garantire la sicurezza e la continuità produttiva degli impianti industriali, delle infrastrutture e dei sottoservizi. Eventuali guasti possono causare non solo fermi macchina, ma anche danni significativi e rischi per le strutture, il territorio circostante e le costruzioni limitrofe.
Tradizionalmente, le attività di aspirazione e bonifica venivano eseguite manualmente, comportando alti livelli di rischio, spesso aggravati dalla presenza di atmosfere potenzialmente esplosive. Per ridurre l’esposizione degli operatori, a partire dalla metà degli anni 2000 si sono progressivamente diffusi i veicoli telecomandati (ROV), noti come “no-man entry robots”.
La UNI/PdR 177, elaborata su proposta di IATT (Italian Association for Trenchless Technology) e UNINDUSTRIA (Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo), rappresenta un documento di riferimento innovativo: essa introduce infatti una regolamentazione in un ambito ad alta componente tecnologica che fino ad oggi ha sofferto la mancanza di una classificazione chiara e condivisa tra produttori, utilizzatori e operatori del settore.

Le applicazioni di queste tecnologie coprono un’ampia gamma di settori industriali: dall’oil & gas, impiegate ad esempio per la pulizia di cisterne fuori terra nelle raffinerie, al farmaceutico, dal chimico al nucleare, fino ai settori civile ed edile, dove vengono utilizzate per la rimozione di macerie. Trovano inoltre impiego negli impianti di trattamento delle acque e negli impianti biogas, dimostrando la loro versatilità in contesti ad alto rischio o difficilmente accessibili.

La UNI/PdR 177 introduce innanzitutto una definizione chiara e una classificazione dettagliata dei macchinari oggetto del documento. Si tratta di minirobot o veicoli operati da remoto (ROV), ossia macchine robotizzate controllabili a distanza che, collegate a unità di aspirazione esterne (come autospurghi o escavatori a risucchio) o dotate di pompe integrate o esterne (volumetriche, a lobi, da dragaggio, ecc.), consentono di aspirare, pompare o movimentare materiali e detriti presenti in spazi confinati, vasche e condotte, anche in ambienti a rischio di esplosione (ATEX).
Generalmente montati su cingoli o ruote gommate, questi robot vengono distinti in nove tipologie principali, a seconda dell’ambito d’impiego:

- per aspirazione
- per zone ATEX/IECEX
- con pompa a bordo
- per scavo
- per movimentazione di materiali subacquei
- per videoispezioni
- per fresatura e lavorazione superfici
- per pulizia di superfici

La prassi individua inoltre una serie di parametri tecnici fondamentali per la scelta della soluzione più adatta: il Capitolo 6 approfondisce aspetti come alimentazione del robot, caratteristiche meccaniche del sottocarro, distanza e profondità di aspirazione, natura dei materiali da rimuovere e condizioni ambientali di utilizzo, offrendo una guida operativa per selezionare il robot più idoneo agli obiettivi di intervento.

Le principali attività e lavorazioni:

Le principali attività e lavorazioni connesse all’impiego di tecnologie robotiche no-man entry riguardano un ampio spettro di interventi finalizzati alla riduzione dei rischi per gli operatori e all’aumento dell’efficienza operativa.
Questi sistemi vengono utilizzati, tra gli altri, per:
rimozione di morchie all’interno di cisterne in raffinerie o impianti chimici (tank cleaning);
movimentazione di materiali solidi come terreni contaminati sotto pipelines o nastri trasportatori;
videoispezione di condotte fognarie e acquedottistiche;
fresatura e lavorazioni con cutter teleguidato;
demolizione e idrodemolizione controllata;
pulizia con acqua ad alta pressione, come tagli a freddo o rimozione di incrostazioni;
pulizia e bonifica di vasche e forni ad alta temperatura;
pulizia interna di condotte tramite Pig o rimozione di radici e ostruzioni biologiche.
Si tratta di applicazioni eterogenee, accomunate dalla volontà di sostituire l’uomo in contesti ad alto rischio, migliorando al contempo sicurezza, precisione e sostenibilità delle operazioni.