Le applicazioni di queste tecnologie coprono un’ampia gamma di settori industriali: dall’oil & gas, impiegate ad esempio per la pulizia di cisterne fuori terra nelle raffinerie, al farmaceutico, dal chimico al nucleare, fino ai settori civile ed edile, dove vengono utilizzate per la rimozione di macerie. Trovano inoltre impiego negli impianti di trattamento delle acque e negli impianti biogas, dimostrando la loro versatilità in contesti ad alto rischio o difficilmente accessibili.
La UNI/PdR 177 introduce innanzitutto una definizione chiara e una classificazione dettagliata dei macchinari oggetto del documento. Si tratta di minirobot o veicoli operati da remoto (ROV), ossia macchine robotizzate controllabili a distanza che, collegate a unità di aspirazione esterne (come autospurghi o escavatori a risucchio) o dotate di pompe integrate o esterne (volumetriche, a lobi, da dragaggio, ecc.), consentono di aspirare, pompare o movimentare materiali e detriti presenti in spazi confinati, vasche e condotte, anche in ambienti a rischio di esplosione (ATEX).
Generalmente montati su cingoli o ruote gommate, questi robot vengono distinti in nove tipologie principali, a seconda dell’ambito d’impiego:
- per aspirazione
- per zone ATEX/IECEX
- con pompa a bordo
- per scavo
- per movimentazione di materiali subacquei
- per videoispezioni
- per fresatura e lavorazione superfici
- per pulizia di superfici
La prassi individua inoltre una serie di parametri tecnici fondamentali per la scelta della soluzione più adatta: il Capitolo 6 approfondisce aspetti come alimentazione del robot, caratteristiche meccaniche del sottocarro, distanza e profondità di aspirazione, natura dei materiali da rimuovere e condizioni ambientali di utilizzo, offrendo una guida operativa per selezionare il robot più idoneo agli obiettivi di intervento.