Tecnologie robotiche No-Man Entry: la UNI/PdR 177 segna una svolta per la sicurezza negli spazi confinati
La rivoluzione della manutenzione industriale passa dalla robotica
Negli ultimi anni il settore della manutenzione industriale ha vissuto una trasformazione significativa grazie all’introduzione di tecnologie robotiche avanzate in grado di operare in ambienti ad alto rischio senza la presenza diretta dell’uomo. Questo approccio, definito “No-Man Entry”, rappresenta oggi una delle più importanti innovazioni nel campo della sicurezza sul lavoro, della manutenzione industriale e della gestione degli spazi confinati. La pubblicazione della UNI/PdR 177:2025 ha finalmente fornito un quadro tecnico di riferimento per l’utilizzo di queste tecnologie, definendo criteri, classificazioni e buone pratiche per il loro impiego.
Cos’è la UNI/PdR 177:2025
La Prassi di Riferimento UNI/PdR 177:2025, intitolata “Manutenzione e aspirazione materiali a basso impatto ambientale in spazi confinati e a rischio esplosione – Tecnologie robotiche no-man entry”, nasce con l’obiettivo di descrivere le modalità di utilizzo delle tecnologie robotiche impiegate per rimuovere materiali e rifiuti, effettuare ispezioni, monitoraggi e interventi di manutenzione in ambienti industriali complessi e potenzialmente pericolosi.
Si tratta del primo documento tecnico italiano che affronta in maniera organica il tema delle tecnologie robotiche telecomandate destinate a operare in spazi confinati e aree classificate ATEX, colmando un importante vuoto normativo per produttori, utilizzatori, progettisti e responsabili della sicurezza.
Perché gli spazi confinati rappresentano una sfida per la sicurezza
Cisterne, serbatoi, silos, condotte, vasche e impianti industriali possono presentare numerosi fattori di rischio:
- presenza di gas tossici;
- atmosfere esplosive;
- carenza di ossigeno;
- residui chimici pericolosi;
- temperature elevate;
- rischio di intrappolamento o seppellimento.
Tradizionalmente molte operazioni di pulizia, bonifica e manutenzione richiedevano l’ingresso diretto degli operatori all’interno di questi ambienti. Nonostante l’adozione di procedure di sicurezza sempre più rigorose, il rischio residuo rimane elevato. Il principio del No-Man Entry nasce proprio per eliminare o ridurre drasticamente l’esposizione umana a tali pericoli, trasferendo le attività operative a sistemi robotici controllati da remoto.
Cosa si intende per tecnologia No-Man Entry
Con il termine No-Man Entry si identificano macchine robotizzate e veicoli telecomandati, spesso indicati come ROV (Remotely Operated Vehicle), progettati per svolgere attività operative senza richiedere l’accesso fisico degli operatori nell’area pericolosa.
Questi sistemi possono essere equipaggiati con:
- telecamere ad alta definizione;
- sensori ambientali;
- sistemi di aspirazione;
- pompe di trasferimento;
- utensili per fresatura e demolizione;
- sistemi di lavaggio ad alta pressione;
- strumenti di movimentazione materiali.
L’operatore mantiene il controllo completo delle operazioni attraverso una postazione remota sicura, monitorando in tempo reale tutte le attività svolte dal robot.
Le nove categorie di robot individuate dalla UNI/PdR 177
Uno degli aspetti più innovativi della prassi è la classificazione delle principali tecnologie robotiche oggi disponibili sul mercato.
La UNI/PdR 177 individua nove categorie di robot No-Man Entry:
- Robot per aspirazione.
- Robot per ambienti ATEX e IECEx.
- Robot con pompa integrata.
- Robot per scavo.
- Robot per movimentazione materiali.
- Robot subacquei.
- Robot per videoispezione.
- Robot per fresatura e lavorazione delle superfici.
- Robot per pulizia delle superfici.
Questa classificazione permette di identificare con precisione la tecnologia più idonea in funzione delle caratteristiche dell’ambiente operativo, dei materiali presenti e degli obiettivi dell’intervento.
I vantaggi delle tecnologie robotiche No-Man Entry
Maggiore sicurezza per gli operatori
Il beneficio più evidente è la drastica riduzione dell’esposizione umana ai rischi. Eliminando l’ingresso degli operatori negli spazi confinati o nelle aree a rischio esplosione, diminuiscono sensibilmente le probabilità di incidenti, intossicazioni e infortuni gravi.
Riduzione dei tempi di fermo impianto
Le tecnologie robotiche consentono di eseguire molte operazioni in modo più rapido e continuativo rispetto alle metodologie tradizionali. Questo si traduce in una riduzione dei tempi di fermo degli impianti e in una maggiore produttività complessiva.
Miglior controllo delle attività
Grazie a telecamere, sensori e sistemi digitali integrati, è possibile monitorare costantemente l’intervento, raccogliere dati e documentare ogni fase dell’operazione.
Benefici ambientali
La UNI/PdR 177 pone particolare attenzione anche agli aspetti ambientali. Le tecnologie robotiche permettono infatti una gestione più efficiente dei materiali rimossi, una riduzione delle dispersioni e un miglior controllo delle attività di bonifica e manutenzione.
I settori che possono beneficiare della UNI/PdR 177
Le applicazioni delle tecnologie No-Man Entry sono estremamente trasversali e coinvolgono numerosi comparti industriali:
- Oil & Gas.
- Industria chimica e petrolchimica.
- Settore farmaceutico.
- Impianti nucleari.
- Trattamento delle acque.
- Produzione di biogas.
- Infrastrutture e sottoservizi.
- Edilizia civile e industriale.
- Gestione delle reti fognarie.
- Raffinerie e depositi energetici.
In tutti questi contesti la possibilità di operare senza l’ingresso diretto del personale rappresenta un vantaggio competitivo sempre più rilevante.
La robotica come strumento strategico per il futuro della manutenzione
La pubblicazione della UNI/PdR 177 rappresenta un passaggio fondamentale verso la standardizzazione e la diffusione delle tecnologie robotiche per gli spazi confinati. La prassi non si limita a classificare i sistemi esistenti, ma offre indicazioni per la scelta delle soluzioni più appropriate sulla base delle condizioni operative, delle caratteristiche dei materiali da rimuovere e dei requisiti di sicurezza richiesti.
L’evoluzione futura vedrà inoltre una crescente integrazione tra robotica, sensoristica avanzata, intelligenza artificiale e tecnologie digitali 4.0, rendendo gli interventi sempre più efficienti, sicuri e sostenibili.
Conclusioni
La UNI/PdR 177 segna un momento importante nell’evoluzione delle attività di manutenzione e bonifica industriale. L’approccio No-Man Entry non rappresenta soltanto una soluzione tecnologica innovativa, ma un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ridurre l’esposizione degli operatori ai rischi, aumentare l’efficienza degli interventi e migliorare la sostenibilità delle attività industriali sono obiettivi oggi raggiungibili grazie a tecnologie robotiche sempre più evolute. La nuova prassi UNI fornisce finalmente un riferimento condiviso per accompagnare aziende, progettisti e operatori verso un futuro in cui la sicurezza non dipenderà più dalla presenza dell’uomo nelle aree più pericolose, ma dalla capacità di governare la tecnologia in modo intelligente e responsabile.
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Post 1
Quante volte per pulire una cisterna è necessario entrare all’interno?
Post 2
Una cisterna vuota non è sempre una cisterna sicura. Il rischio CO₂ nelle cantine è ancora una delle principali criticità.
Post 3
Ridurre l’ingresso in uno spazio confinato è spesso la prima misura di prevenzione.
Post 4
E se il lavaggio completo della cisterna potesse essere eseguito senza ingresso dell’operatore?
A quel punto presenti La Semplice come risposta al problema.